Oggi quando in Israele si ricorda la Shoah e le giuste parole di Olmert ci ricordano che “Chi nega l’Olocausto nega anche a Israele il diritto di esistere” il solito gruppo nazifascista che si professa di sinistra in preda all’odio nel suo folle tentativo di cercar di impedire la presenza Israele come paese ospite alla Fiera del libro di Torino oggi,nella città natale di Primo Levi, ha bruciato le bandiere con la stella di davide in una manifestazione chiaramente ispirata all’autore di Mein Kampf.
Un gesto grave, gravissimo, che purtroppo sembra essere propedeutico a quello che, di questo passo sicuramente accadrà, bruciare i libri di scrittori ebrei… tanto già lo fece il loro messia con i baffetti.
La scusa è sempre la stessa come recita il portavoce del gruppo:«Un gesto forte lo sappiamo ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano. Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese».. si già ma perchè i ragazzi morti in un attentato alla scuola rabbinica per mano di un attentatore palestinese? Che cosa erano? Erano forse colpevoli di qualche cosa, tanto da non essere meritevoli almeno non dico di pari sdegno ma almeno di una minima attenzione da parte di questi antisemiti?
Stanno zitti in silezio questi piccoli nazisti da salotto quando una vittima è israeliana, anzi cercano attenuanti come all’epoca di Angelo Frammatino morto per la mano “amica” di un palestinese..
Già perchè per questi seguaci di Adolf Hitler contano i numeri senza sapere chi erano… fa molto impressione protestare e disinformare per 4000 palestinesi morti di cui la buona parte terroristi, che per quasi 1200 tutti innocenti (dimenticati), la maggior parte bambini e famiglie morti in attentati, si sa poi gli ebrei sono tutti cattivi e quindi guai se una ebrea si candida alle politiche è serva di Israele… dimenticando poi perchè e quando Israele è nato.
Nella foto le prossime manifestazioni dei nostri piccoli Hitler:

Tag: Censura, Ignoranti, nazipalestinesi, nazisti di sinistra, Palestina, palestinesi, piccoli nazisti, Shoah, Terroristi
Maggio 1, 2008 alle 4:33 pm
ma che paroloni per qualche teppa da centro sociale che brucia un paio di stracci coi colori di israele e degli USA. Esagerato!
Soprattutto contando che in Palestina gli amici tuoi stanno compiendo un eccidio e che la fiera del libro è dedicata all’inizio della nakba.
Poi che la Nierenstein sia il veicolo degli israeliani nel parlamento italiano non lo dico io, lo dice LEI
Maggio 1, 2008 alle 4:36 pm
«Un gesto forte lo sappiamo ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano. Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese».
A parte che a me non pare neanche tanto forte ’sto gesto…
in confronto alle merdate che fanno loro…noi gli dedichiamo pure una fiera. Pensa te.
Maggio 1, 2008 alle 5:45 pm
Se per te è poco,cosa dovevano fare? Ti ricordo che oggi in Israele si ricorda la Shoah, il giorno della memoria. Celebrazione importante affinchè i revisionisti e negazionisti non possano fruire della memoria corta ed imporre le loro allucinanti teorie ai giovani che non sanno. La fiera è il minimo in un paese che ha avuto le leggi razziali.
Per quanto riguarda l’On. Nierenstein (so che ti rode) ma è così molto meglio lei che un D’alema a braccietto con Hezbollah.
Maggio 1, 2008 alle 5:54 pm
Ognuno festeggia a modo suo…
Maggio 1, 2008 alle 6:09 pm
La tecnica propagandistica di accostare il tuo avversario ad un mostro della storia come il nazismo senza alcuna analogia basata su fatti (a Torino si critica Israele, non gli ebrei) è vecchia ma forse ancora efficace.
Non penso che chiameresti nazisti gli Israeliani che criticano aspramente il proprio governo e che addirittura affrontano il carcere per difendere le loro idee.
Utilizzare la foto di una lapide oscenamente profanata cattura l’attenzione, pensavo ci fosse stato l’ennesimo raid di neonazisti; leggendo ho storto il naso anche perchè l’altra immagine è una vignetta azzeccatissima che sottolinea l’incoerenza di una persona che si caratterizza politicamente solo per la propria appartenenza etnico religiosa. La Nierenstein è incoerente perchè, dopo tante dichiarazioni altisonanti sul pluripregiudicato Ciarrapico, non solo siede accanto a lui ma anche a fascisti dichiarati (alcuni) ed a persone che minimizzano i crimini del Ventennio (tutti gli altri); gente che comunque era in lista ben prima dell’editore in camicia nera e che non suscitò lo sdegno della ex “giornalista”.
Bruciare le bandiere è incivile ed offensivo (rappresentano tutto un popolo, oppositori all’occupazione inclusi), criticare la politica su cui si basa uno Stato è un diritto.
Giusto per avere un’altra cartina tornasole dello stato della nostra società ricordiamoci che criminalizzare gli oppositori non è proprio delle democrazie,
Maggio 1, 2008 alle 7:28 pm
Cloro, segnalo un meraviglioso articolo della Randazzo.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4577&mode=&order=0&thold=0
Maggio 1, 2008 alle 8:17 pm
SPB, permettimi una nota psicoanalitica. Questo continuo rivangare Hitler ed il nazismo dimostra solo una cosa. Che purtroppo certi ebrei non sopportano di non essere più le uniche vittime sacrificali al mondo e il fatto che attualmente lo siano degli straccioni islamici (ovvero i fratelli bastardi) è una ferita narcisistica insopportabile. Ecco quindi il rimarcare sempre le vittime israeliane come se, è la sensazione che si ha leggendoti(vi) fossero qualitativamente più importanti di quelle “altre”. Prima contro seconda scelta.
Ho sempre pensato che da una tragedia immane come la Shoah potesse venire una lezione per tutta l’umanità, a partire proprio dal popolo che l’aveva subita. Una cosa tipo: che mai nessuno al mondo subisca più quello che ho subito io.
Essì, invece da sessant’anni non si fa altro che vendicarsi su chi, tra l’altro, non ha responsabilità di ciò che è accaduto allora. Freud la chiamava coazione a ripetere.
Credimi, chi ha subito un trauma, anche se non potrà mai dimenticarlo, ha il dovere di superarlo. Per non crogiolarsi tutta la vita nel comodo ruolo dell’eterna vittima. Ruolo che alla lunga spappola il cazzo a chiunque lo stia ad ascoltare.
Oltretutto la cosiddetta vittima, Israele, è un paese dotato di testate nucleari, iperarmato, che tiene per i coglioni la massima superpotenza. Nessuno lo spazzerà mai via, se non qualche asteroide antisemita, ma si comporta come un bulletto viziato e anche stronzo, al quale il babbino le dà tutte vinte perchè è stato tanto malato da piccolo.
Maggio 1, 2008 alle 8:50 pm
@Lameduck: Questione vittime, quello che sottolineo è che quando vi è un attentato da parte palestinese nessuno scrive niente dei blogger filopalestinesi (almeno quello che seguo) tu per caso hai condannato l’episodio della scuola? NO
Quando Frammartino fu assasinato la scusa per l’omicida fu che era frustrato dalla vita che faceva, dimenticando che lui era uscito di casa per uccidere, poi vuoi per sfiga che per altro è capitata a lui la coltellata
Questione come dici tu del fare la vittima: Devi provare ad essere ebrea, e capirai che molti preconcetti ci sono anche se latenti.
Infine forza militare, Israele si deve difendere non si ripeterà più quanto successo in passato.